La questione è che la politica di Trump funziona. Possiamo raccontarcela come ci pare, ma la logica del “posso farlo, lo faccio”, funziona. Non “posso” come “ho diritto a”, ma come “ho i mezzi per”. È immorale, oscena, vile, ma funziona. Come la storia. La storia si muove per oscenità concatenate che sbloccano le fasi di stallo. In Ruanda dopo il genocidio c’è stata la più grande crescita economica della sua storia. La Germania dopo il nazismo ha visto l’epoca di pace e prosperità più sfavillante dell’Occidente. Persino gli ebrei dopo l’olocausto sono riusciti a diventate le merde che sono oggi, merde perfettamente efficaci e serene. Le guerre sistemano le cose. La natura sistema le cose con i terremoti e le alluvioni, fregandosene delle conseguenze, la storia fa lo stesso. Storia e natura funzionano perché sono immorali, ma è la stessa vita che funziona così, va avanti per orrori successivi, privi di qualunque idea di giustizia o di senso. Semplicemente storia, natura e vita sono fatte a cazzo di cane perché si basano su un (non)progetto sbagliato. Entropia, selezione naturale, tutto procede verso il disastro perfetto, pienamente in equilibrio tra schifo e sostenibilità. E in un sistema del genere l’unica forza in grado di muovere le cose è l’egoismo, l’utilitarismo, la legge del più forte o del più stupido. Il fascismo l’abbiam chiamato fascismo per quelle ignobili vicende storiche, ma avremmo potuto chiamarlo egoismo, o sovranismo, o idiozia. È per questo che quando diciamo a qualcuno che è fascista non gli stiamo dicendo che pensiamo voglia comprare casa a Salò, gli stiamo semplicemente dicendo che la sua idea (esistenziale, non politica, perché i fascisti non possono concepire nulla di politico) è basata sull’egoismo, oggi sovranismo, ieri caccia alla volpe. Un’idea che è ovviamente da ritardati, ma funziona. L’egoismo funziona. Non guardare oltre il proprio orticello funziona, funziona anche fare schifo. Diciamocelo chiaramente, i valori a cui facciamo riferimento noi – i buoni, gli intelligenti – non fregano davvero un cazzo a nessuno. Probabilmente nemmeno a noi. Potremmo crederci davvero se avessimo un materiale di qualità a cui applicarli, ma cos’abbiamo invece? Gente a cui piacciono i rumori e i centri commerciali. Berlusconi è stato indispensabile perché i ladri arrivisti potessero sentirsi – finalmente – moralmente accettabili. Trump sta facendo lo stesso con pedofili, drogati liberali e nazisti coprofagi. Tutto può starci. La giustizia, l’uguaglianza, la solidarietà, sono tutte idee che potrebbero applicarsi a una società di orchidee, non alle tribù di esseri umani che compongono il genere umano. Le persone fanno cacare. Non sarò un campione rappresentativo, ma la stragrande maggioranza delle persone che conosco sono osceni agglomerati cellulari privi di qualsiasi capacità di pensiero, di empatia, di amore. Le persone sono mediamente stupide, mediamente cattive, sappiamo pensare a ciò che è giusto per un solo culo alla volta, riusciamo a volerci bene solo a due a due, come i coglioni e le fette biscottate. In mezzo a questo disastro ci sono poi persone incredibili, è vero, in termini assoluti anche tante, ma in percentuale pochissime, ed è questo il dramma. Trump saccheggerà il Venezuela, la Groenlandia, Campobasso, farà accordi con Putin e Wanna Marchi e manderà a puttane l’Ucraina; i ricchi saranno felicissimi, i poveri sticazzi, tanto stavano di merda pure prima, alcuni Stati perderanno pezzi, altri li guadagneranno, un po’ di gente morirà, ma sempre pochi rispetto alla caterva di neonati sfigati in Bangladesh e Sud Sudan (cioè capite? Non bastava Sudan, no, c’è un bimbetto nero che proprio in questo momento ha scoperto di essere nato nemmeno in Sudan, ma in Sud Sudan, cristosanto), e quindi pace, avanti così. D’altra parte chi ha deciso che la Groenlandia dovesse appartenere alla Danimarca, e il Donbass all’Ucraina, e gli Stati Uniti a McDonald’s invece che al libero stato dei Sioux? La storia, un meccanismo osceno di sopraffazioni successive. È ridicolo anche solo pensare che nel duemila e mille si debba ancora pensare al modo come a una roba divisa in porzioncine colorate disegnate su una mappa, come nel Risiko. Nemmeno gli gnu fanno più così, vanno dalla savana al Serengeti, senza tante pugnette di confini e frontiere da agricoltori del Neolitico. Tra vent’anni in Venezuela magari staranno alla grandissima, tutti in fila davanti al nuovo outlet Shein, in Groenlandia staranno in uno zoo, ma al caldo grazie al cambiamento climatico, quindi bene così. Trump sarà un mucchietto di letame, qualcuno starà decidendo se è morale mangiare i neonati in esubero del Sud Sudan, almeno i più croccanti, e poi arriverà un tizio con la faccia stupida, forchetta e coltello nelle mani, e un cappellino made in Groenlandia con su scritto “Posso farlo, lo faccio”.